SOVERATO

I Salesiani a Soverato

Una foto di Don Rua e Don Bosco

L’edificazione della Chiesa in onore di Sant’Antonio di Padova a Soverato

Il primo mattone viene posato. È il 1904. Tra la cazzuola e il calcestruzzo si sono accomodate tutte le speranze della nobildonna Maria Caterina Scoppa, con il suo ingombrante vestito di velluto rosso, e di Don Michele Rua, con i suoi semplici sandali marroni, per edificare una Chiesa in onore di Sant’Antonio di Padova. Il secondo mattone viene posato. È il 1906. Tra la cazzuola e il calcestruzzo si è sistemata la grande porta d’ingresso della Casa Salesiana che si apre definitivamente al pubblico. Il terzo mattone viene posato. È il 1908. Tra la cazzuola e il calcestruzzo corre con le sue scarpette la Marchesa di Santa Caterina Alfonsina Scoppa, in mano il ventaglio color blu, attorno alla vita i fiori d’arancio, nella borsetta una grande somma e per la testa l’idea di fondare l’Istituto Salesiano. Il quarto mattone viene posato.

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I Salesiani a Soverato, Don Michele Rua

Mattone dopo mattone… dal 1920 al 2001

È il 1920. Tra la cazzuola e il calcestruzzo c’è la penna, quella d’oca, tutta bianca, con la punta sporca d’inchiostro nero che chiede l’autorizzazione per l’insegnamento nella scuola elementare e c’è il Provveditore che deve firmare, con i suoi occhialetti rotondi poggiati sulla punta del naso e quell’aria un po’ scocciata di chi ha di meglio da fare. Il quinto mattone viene posato. È il 1949. Tra la cazzuola e il calcestruzzo sudano per la tensione tutte le mani dei nuovi studenti della prima classe del liceo, pronti alle interrogazioni. Il sesto mattone viene posato. È il 1960. Tra la cazzuola e il calcestruzzo risplende la luce della medaglia d’oro consegnata alla scuola dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi in elegantissimo smoking nero e sorriso smagliante. Il settimo mattone viene posato. È il 2001. Tra la cazzuola e il calcestruzzo si deposita il tantissimo tempo che passa e la fatica e l’impegno e la gioia nel vedere la Scuola Media e il II Ginnasio diventare Scuola Paritaria. Il mattone numero 10mila viene posato.

È il 2017

Tra la cazzuola e il calcestruzzo ci sono tutti i 10mila abitanti della città, ognuno con il cuore pieno di dolore, tristezza, rammarico ma anche di grandi speranze e sogni e aspettative. Adesso la cazzuola si riposa dopo l’estenuante lavoro durato per più di un secolo. Il calcestruzzo dorme nel secchio azzurro. Ha usato tutta la forza possibile per tenere insieme quei mattoncini marroni e rossi. Seduto lì accanto c’è quel prete che di nome fa Giovanni mentre mangia un panino e sospira guardando il cielo. Ogni giorno si alza e aggiunge un mattone alla costruzione. E così sembra deciso a fare da qui fino all’eternità. Anche se non sempre trova l’appoggio e la collaborazione di tutti. Anche se qualcuno cerca di buttare giù una parete. Lui rimane. Rimane anche perché lì vicino, a sostenerlo, c’è stato Don Eugenio Molinari, il primo Direttore dell’Istituto, e adesso c’è Don Matteo Di Fiore, il nuovo. Tutti e tre assieme per continuare a rendere grande una delle più importanti realtà che rende viva la nostra città di Soverato.

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Chiesa di Sant’Antonio di Padova, Soverato

Valentina Dattilo

Autore: Valentina Dattilo

Valentina Dattilo, Laureata in Comunicazione e Dams presso l’Università della Calabria. Da poco terminata l’esperienza annuale di volontaria di Servizio Civile Nazionale presso il Sistema Bibliotecario Lametino di Lamezia Terme (CZ), collaboro con la redazione di LameziaTerme.It. Appassionata, in particolar modo in ambito editoriale, di comunicazione, di eventi culturali, delle arti delle immagini e dello spettacolo. Interessata alle nuove tecnologie che hanno profondamente mutato il mondo della comunicazione e dell’informazione e quello dei linguaggi artistici e multimediali, del cinema, della fotografia e delle nuove forme dell’immagine contemporanea.

I Salesiani a Soverato ultima modifica: 2017-11-15T09:42:30+00:00 da Valentina Dattilo

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